Anche nel corrente anno scolastico la Scuola Wojtyla – Chindeni, plesso Tucidide, ha rinnovato l’appuntamento con il teatro in lingua francese, offrendo agli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado un’esperienza formativa originale e coinvolgente.
Gli alunni hanno assistito allo spettacolo Montecristo, una rilettura contemporanea del celebre romanzo di Alexandre Dumas, ambientata nel caratteristico quartiere del Panier di Marsiglia. La messa in scena ha saputo avvicinare un grande classico alle sensibilità e alle inquietudini dei ragazzi di oggi, proponendo una narrazione attuale e significativa.
In questa versione Edmond Dantès assume i tratti di un giustiziere dell’era digitale: attraverso la rete aiuta chi non ha voce, subito dopo suo malgrado ne diventa vittima e infine attraverso essa combatte l’ingiustizia e smaschera la corruzione. La sua storia diventa lo specchio di una realtà in cui l’identità online, la reputazione e la verità possono essere messe in discussione in pochi istanti.
Lo spettacolo ha affrontato con efficacia temi di grande attualità come privacy, sicurezza informatica, fake news e giustizia etica, invitando gli studenti a riflettere sul ruolo della tecnologia e sulle responsabilità che ne derivano. Ne emerge una visione critica della rete, intesa sia come opportunità di libertà sia come possibile strumento di controllo.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione attiva degli studenti, coinvolti direttamente nello sviluppo della narrazione. Interagendo con gli attori in lingua francese, i ragazzi hanno contribuito a determinare l’esito finale della storia, trasformando lo spettacolo in un’esperienza dinamica e partecipata.
L’attività rientra in un più ampio percorso didattico che unisce teatro, educazione linguistica e crescita personale, fondato sull’idea che le lingue si apprendano vivendo esperienze autentiche. Prima e dopo la rappresentazione, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi e rielaborare i contenuti, approfondendo tematiche quali intelligenza artificiale, cyberbullismo, giustizia digitale, identità e rapporto tra realtà e mondo virtuale.
Il teatro si conferma così uno strumento educativo di grande valore, capace di favorire l’apprendimento linguistico e lo sviluppo emotivo, dimostrando che i classici non appartengono solo al passato, ma continuano a offrire chiavi di lettura per comprendere il presente.
Perché i classici non sono memoria, ma voce viva di ogni generazione. Teatro e scuola una lingua comune il francese.

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